L’Uomo e l’Oprante
Don Ignazio Puglisi (Ragusa, 1904  -  Sortino,  1986)

 
 
 
 

Non era raro incontrare, in genere al crepuscolo, lungo la via Specchi di Sortino, una sagoma familiare che, passeggiando accanto ai bassi balconi caratteristici della via, con le mani dietro la schiena, chiuse a tenere un foglio di quaderno a quadri, “parlava da solo”, imitando diverse voci: smetteva sempre per salutare velocemente e riprendeva il suo ripasso dello spettacolo.
Qualche volta, ma di rado, chiedeva un consiglio per problemi linguistici, poi riprendeva il suo monologare a più voci.
A tutti i personaggi dello spettacolo Don Ignazio Puglisi prestava la sua voce, senza che fosse mai possibile per lo spettatore confondere Orlando con Rinaldo, Carlo con Gano di Magonza, Erminio dalla Stella d’Oro con Gemma della Fiamma….. Continuava così la tradizione dell’Opera dei Pupi, in cui l’oprante dava la voce sia agli eroi che alle eroine.
La vita lo rese orfano troppo presto, aveva solo 13 anni quando cominciò ad affrontare la vita da solo, aveva ereditato i Pupi ed una valigia di giochi di prestigio, con i quali il piccolo Ignazio era già in grado di stupire il pubblico.
Aveva imparato il mestiere dal padre seguendolo, sin da piccolo, nel suo peregrinare alla ricerca di pubblico.  L’arte era di casa: anche il nonno aveva esercitato questo mestiere.
A Carlentini conobbe una ragazza, Nunziata, con la quale si sposò; intraprese il mestiere di pastaio a Lentini e successivamente all’età di 27 anni si trasferì a Sortino.
Ran 'Gnazio il “pastaro” amava il suo Teatro e nel 1957 aveva persino acquistato la collezione di Ernesto Puzzo, di Siracusa, altri materiali della sua collezione li acquisì a Catania (Cartelloni ed almeno 15 teste di pupi) e a Lentini, da Cirino Speranza.
Pur non essendo costruttore di pupi né pittore di cartelloni, si dedicò con ottimi risultati alla pittura degli scenari e delle teste.
Dopo varie peregrinazioni nei comuni della provincia di Siracusa (Melilli, Priolo, Cassaro, Ferla ed Avola) ritornò a Sortino, lavorando nei locali del Cine Impero, suo ultimo locale stabile.
Fece delle rappresentazioni anche a Palermo, al Piccolo Teatro e al Teatro Biondo, ed a Siracusa nelle Latomie dei Cappuccini. L’ultimo spettacolo lo diede nel 1982 in occasione della Sagra del Miele.
Il repertorio, molto vario, comprendeva oltre agli episodi tipici dell’Opera, anche vite dei santi, episodi della Passione di Cristo, e si concludeva con la farsa, sempre in atto unico e recitata a soggetto, imperniata sul personaggio buffo di Peppannino, nel tentativo di venire incontro alle esigenze del pubblico locale, a ulteriore conferma dello stretto rapporto che, da sempre, lega l’oprante alla realtà sociale del luogo.


Morì  a  Sortino  il  1°  Febbraio  1986  all’età di 82  anni.

 
     
 
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